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Buone prospettive per lo sviluppo dell’energia geotermica in Italia e in Europa

  05/01/2012

Dal Rapporto 2011 sul mercato geotermico europeo presentato dall’EGEC (European Geothermal Energy Council), risulta installata in Europa una potenza geotermoelettrica di circa 1.600 MW, con previsioni di crescita ulteriore per il breve periodo. Nello scenario europeo, l’Italia conferma la propria posizione preminente, con una potenza installata pari alla metà del totale europeo e con ulteriori margini di crescita che, secondo EGEC, consentiranno al nostro Paese di avere in esercizio circa 923 MW entro il 2015.
 
Oltre allo sviluppo dei tradizionali impianti ad alta temperatura, nel geotermico italiano  stanno crescendo anche le nuove tecnologie per lo sfruttamento dei fluidi a bassa e media entalpia, insieme all’integrazione con le altre fonti rinnovabili, come il solare e le biomasse. Secondo il documento elaborato nello scorso novembre dall’UGI (Unione Geotermica Italiana), le richieste di sfruttamento delle risorse geotermiche stanno interessando molte regioni italiane: oltre la consueta Toscana (51 richieste), tra le regioni in cui sono giunte più richieste per permessi di ricerca c’è il Lazio (34 richieste), che in diverse zone del suo territorio presenta caratteristiche geologiche del tutto similari al prospiciente territorio toscano,  l’Alto Adige (9), la Sardegna (7), la Sicilia (6) e un permesso di ricerca offshore nel basso Tirreno, lungo la rotta che conduce dalle Eolie a Napoli, in corrispondenza del vulcano sottomarino Marsili. Complessivamente sono stati richiesti permessi per una superficie superiore agli 11.000 kmq, di cui circa 4.900 kmq in Toscana e 3.200 kmq nel Lazio.
 
L’obiettivo di queste ricerche è finalizzato a reperire i fluidi geotermici entro una profondità di riferimento di 2 km, mentre alcuni progetti puntano a reperire fluidi a maggiori profondità ed a temperature più elevate, interessando anche le aree marginali dei campi geotermici già in esercizio. Questo boom di richieste si spiega principalmente con le novità intervenute nel panorama normativo, che ad esempio in Toscana prevedono una liberalizzazione della ricerca e della coltivazione dei campi geotermici, superando così l’esclusività delle attività concesse a ENEL nella gestione della risorsa geotermica presente tra le province di Grosseto, Livorno, Pisa e Siena.



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